America’s Cup, dal New York Yacht Club ai foil di Emirates Team New Zealand: 175 anni di storia fino a Napoli

La storia dell’America’s Cup è lunga 175 anni. Nel 1851, quando John Cox Stevens si imbarcò sul piroscafo che lo avrebbe riportato a casa, oltre l’Atlantico, nel Nuovo Mondo, aveva con sé un trofeo: una brocca vittoriana realizzata dal gioielliere della Corona R&S Garrard di Panton Street, a Londra.

Le prime sfide per l’America’s Cup arrivarono dalla Gran Bretagna nel 1870 e nel 1871. Il New York Yacht Club (NYYC) accettò la formula del match race. Erano gli anni in cui, per lanciare una sfida, le imbarcazioni dovevano raggiungere New York attraversando l’Atlantico o arrivando dai Grandi Laghi navigando con i propri mezzi: un viaggio spesso arduo e insidioso, alla fine del XIX secolo. Il Il New York Yacht Club mantenne il trofeo per 132 anni, attraversando il periodo più straordinario nella storia della progettazione e dello sviluppo degli yacht.

Fin dai suoi primissimi anni, anzi dalla prima regata, le famiglie reali e l’alta società mostrarono interesse per l’America’s Cup. I primi Challenger, in particolare quelli provenienti da Gran Bretagna e Irlanda, appartenevano all’élite della società: ricchi magnati, pionieri, industriali e imprenditori, mentre a difendere il trofeo per il NYYC erano eredi delle grandi dinastie bancarie e magnati dell’industria. A partire dagli anni Sessanta, anche i politici iniziarono ad assistere con sempre maggiore frequenza alle regate della Coppa.

L’evoluzione è nel DNA dell’America’s Cup. Se nel 1851 otto o nove nodi erano considerati il massimo, oggi sono state registrate velocità di 55,6 nodi. L’America’s Cup ha raggiunto velocità stratosferiche, ma sempre al passo con i tempi.

Nel 2013, nella 34ª America’s Cup disputata a San Francisco. Oracle Team USA rimontò da 8-1 a 9-8 contro Emirates Team New Zealand. Emirates Team New Zealand fu il primo a riuscire in ciò che fino ad allora era stato considerato impossibile, ovvero navigare sui foil di bolina, e si portò su quello che sembrava un vantaggio incolmabile di 8-2, a una sola regata dalla vittoria. Oracle Team USA compì un miracolo, riuscendo non solo a eguagliare i Kiwi nel foiling, ma anche a rimontare dal match point fino a vincere 9-8.

Poi fu la volta di Bermuda, dove i Kiwi introdussero una nuova soluzione, sostituendo la forza delle braccia con quella delle gambe e portando nella Coppa i ‘cyclor’, già sperimentati per la prima volta sottocoperta nell’era dei 12 Metri. Con straordinaria ingegnosità riportarono il trofeo ad Auckland e inaugurarono, nella nuova classe dei monoscafi foiling AC75, diventando il primo team a conquistare tre edizioni consecutive: Bermuda, Auckland e Barcellona.

Se l’AC75 rappresenta l’apice delle regate tra yacht, la sua sorella minore, l’AC40, è la via verso il futuro. L’ufficio progettazione di Emirates Team New Zealand ha introdotto l’AC40 con l’obiettivo di colmare il divario di competenze in vista delle generazioni future. La Youth America’s Cup è tornata nel 2024, affiancata dalla prima Women’s America’s Cup della storia, e il successo delle due regate è stato tale che, a Napoli nel 2027, le donne gareggeranno insieme agli uomini a bordo degli AC75.

Napoli ospiterà la 38a America’s Cup nel 2027, per la prima volta nella storia in Italia. La competizione velistica inizierà il 10 luglio 2027 nel Golfo di Napoli. Emirates Team New Zealand ha vinto la 37ª America’s Cup nel 2024 a Barcellona, battendo INEOS Britannia, e quindi è il Defender della prossima edizione.

Per la 38ª America’s Cup di Napoli 2027, gli sfidanti sono attualmente sei:

  • 🇬🇧 GB1 — Gran Bretagna, Challenger of Record, guidato da Sir Ben Ainslie
  • 🇮🇹 Luna Rossa — Italia
  • 🇨🇭 Tudor Team Alinghi — Svizzera
  • 🇫🇷 K-Challenge — Francia
  • 🇺🇸 American Racing Challenger Team USA — Stati Uniti
  • 🇦🇺 Team Australia — Australia

La riqualificazione di Bagnoli è finalmente in corso, ma procede a velocità diverse. L’America’s Cup sta accelerando la trasformazione dell’area, ma il completamento della vera rigenerazione urbana richiederà ancora diversi anni.

  • America’s Cup: i lavori sulla costa e a mare avanzano rapidamente. Il dragaggio è al 75% e dovrebbe terminare a ottobre; sono in allestimento gli hangar e i pontili per le squadre. Le strutture legate all’evento saranno temporanee.
  • Bonifiche: procedono più lentamente. L’area ex Eternit è già stata bonificata, mentre il Parco dello Sport dovrebbe essere completato nel 2027. I lotti fondiari richiederanno lavori fino al 2030, mentre il Parco Urbano dovrebbe essere completato nel 2032.
  • Infrastrutture: sono state progettate e approvate, ma i cantieri non sono ancora partiti; l’avvio potrebbe richiedere almeno un altro anno. Sono previsti investimenti per oltre 200 milioni di euro.
  • Nuovi progetti: RFI realizzerà una stazione della Metropolitana Linea 2, collegata con centro, porto, stazione Centrale e aeroporto.
  • Risorse: come riportato da Il Sole 24 Ore, il programma complessivo vale circa 1,7 miliardi di euro; dal 2022 è stato speso circa il 45%.