Le parole di Alejandro Domínguez sembrano lasciare pochi dubbi. Il presidente della Conmebol (la Confederazione calcistica sudamericana) ha infatti rilanciato l’ipotesi di un Mondiale a 64 squadre già a partire dall’edizione del 2030.
Con un messaggio pubblicato su X, Domínguez ha scritto: “La prossima si gioca in casa. Nel 2030 arriva il Mondiale di Uruguay, Argentina e Paraguay. Una grande opportunità per il calcio, per celebrare il Centenario della Coppa del Mondo con una competizione a 64 squadre”.
Se confermata, la novità rappresenterebbe una svolta storica per la manifestazione. L’allargamento a 64 nazionali renderebbe il torneo il più grande di sempre. Nel 2030, la Coppa del Mondo FIFA unirà tre continenti e sei paesi. Il Consiglio FIFA, riunitosi a ottobre 2023, aveva valutato positivamente l’unica candidatura per il 2030 presentata in maniera congiunta da Marocco, Portogallo e Spagna, che ospiteranno la prossima Coppa del Mondo. Inoltre, avendo tenuto conto del contesto storico della prima Coppa del Mondo FIFA, il Consiglio FIFA ha inoltre deciso all’unanimità di ospitare una cerimonia di celebrazione del centenario in Uruguay, nella città di Montevideo, dove si è svolta la prima Coppa del Mondo FIFA nel 1930, nonché di tre partite della Coppa del Mondo rispettivamente in Uruguay, Argentina e Paraguay.
L’annuncio di Domínguez arriva a pochi giorni dalle dichiarazioni del presidente della FIFA, Gianni Infantino, che ha confermato come l’ipotesi di un ulteriore ampliamento del torneo sia effettivamente sul tavolo, pur precisando che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva.
“Tutti devono poter partecipare al Mondiale, non solo Europa o America Latina. Questo è certamente un tema che verrà esaminato e discusso in seno alle commissioni competenti dopo questo Mondiale“, aveva dichiarato Infantino in un’intervista al media svizzero Bluewin.
Le parole dei due presidenti confermano quindi che il dibattito sull’espansione della Coppa del Mondo è ormai entrato nel vivo. Dopo il passaggio a 48 squadre previsto per l’edizione del 2026, l’ipotesi di arrivare addirittura a 64 nazionali nel 2030, in occasione del Centenario, appare oggi uno scenario sempre più concreto.
