Riforma calcio, presentato il disegno di legge al Senato: tetto ai procuratori, prelievo su scommesse e incentivi ai giovani

Il disegno di legge “Disposizioni in materia di sistema calcistico italiano” è stato presentato a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica Italiana, dal senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi.

Il disegno di legge nasce dalla necessità di affrontare le gravi criticità strutturali del sistema del calcio italiano, emerse non solo con la mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali 2026, ma anche con il progressivo deterioramento della sostenibilità economica dell’intero settore.

Il DDL punta a intervenire su tre fronti: nuove entrate, riduzione dei costi e valorizzazione dei vivai. Il DDL prova a riformare il calcio italiano collegando una parte dei ricavi del sistema (diritti TV, sanzioni antipirateria e scommesse sportive) a obiettivi di sostenibilità finanziaria, crescita dei vivai e utilizzo dei giovani, con l’intento di rafforzare la competitività della Nazionale e ridurre la dipendenza dei club da modelli economici considerati poco sostenibili.

Obiettivi principali

  • Rafforzare i settori giovanili.
  • Migliorare la sostenibilità economica delle società.
  • Aumentare la competitività del calcio italiano e della Nazionale.
  • Incentivare l’utilizzo di giocatori formati in Italia.

Le misure più rilevanti

1. Nuovi criteri per distribuire i diritti TV della Serie A

Il DDL prevede che almeno il 15% dei proventi dei diritti audiovisivi venga assegnato in base a parametri di “valorizzazione e sostenibilità” (PVS), premiando i club che:

  • investono nei vivai;
  • fanno giocare giovani Under 23;
  • mantengono bilanci sani;
  • utilizzano calciatori formati in Italia;
  • investono in stadi e infrastrutture.

Inoltre, un ulteriore 5% dei ricavi TV sarebbe destinato ai club con bilanci in utile o in pareggio per almeno tre esercizi consecutivi.

2. Fondo alimentato dalle sanzioni contro la pirateria

Viene istituito presso la FIGC un fondo per:

  • settori giovanili;
  • scuole calcio;
  • centri federali;
  • impiantistica sportiva di base.

Il fondo sarebbe finanziato con il 10% delle sanzioni AGCOM contro la pirateria audiovisiva.

3. “Quota schedina” sulle scommesse calcistiche

Dal 2027 i concessionari delle scommesse sportive dovrebbero versare alla FIGC un contributo pari al 2% dell’importo giocato sugli eventi calcistici organizzati dalla FIGC e dalle leghe affiliate.

Le risorse sarebbero destinate:

  • per almeno il 50% a vivai, infrastrutture e sviluppo dei giovani;
  • per almeno il 30% a prevenzione della ludopatia e progetti sociali;
  • per il restante 20% a calcio femminile e scuole calcio dilettantistiche.

4. Agevolazioni per i giovani calciatori

Per i professionisti tra 18 e 23 anni formati nei vivai italiani:

  • riduzione del 30% dei contributi pensionistici per i primi cinque anni di attività professionale.

5. Nuovo sistema assicurativo

Dal luglio 2027 i calciatori professionisti dovrebbero essere coperti da assicurazioni private obbligatorie contro gli infortuni, con:

  • copertura totale dell’inabilità temporanea;
  • indennizzi per invalidità permanente;
  • rimborso delle spese mediche;
  • indennità in caso di fine carriera per infortunio.

Tale sistema sostituirebbe la copertura INAIL per questi lavoratori.

6. Altre misure richiamate nella relazione

La relazione illustrativa menziona anche:

  • un tetto ai compensi dei procuratori sportivi;
  • l’introduzione del reverse charge IVA nei trasferimenti domestici;
  • incentivi regolamentari all’impiego di giocatori formati in Italia.

Sul tema dei procuratori, il DDL propone di limitare le commissioni degli agenti sportivi per contenere uno dei costi considerati più elevati del sistema calcio.

In particolare:

  • se il compenso dell’agente è pagato dal calciatore, non può superare il 5% della retribuzione lorda del giocatore;
  • se il compenso è pagato dalla società, il limite sale al 7% della retribuzione lorda;
  • nelle operazioni di trasferimento definitivo, la commissione non può superare il 5% del valore lordo dell’operazione;
  • nei trasferimenti in prestito il limite è fissato al 3%.

La proposta prevede inoltre la pubblicazione dei compensi degli agenti in un registro pubblico online per aumentare la trasparenza del mercato.

Per quanto riguarda il reverse charge IVA sui trasferimenti nazionali, il meccanismo previsto è che la società venditrice emetta la fattura senza applicare l’IVA, mentre la società acquirente provvede direttamente all’assolvimento dell’imposta. L’obiettivo è evitare anticipazioni finanziarie da parte dei club e migliorare la liquidità nelle operazioni di mercato tra società italiane.

Sul fronte della valorizzazione dei giocatori formati in Italia, il DDL non introduce obblighi di schieramento in campo, ma incentivi economici. Una quota dei diritti televisivi verrebbe distribuita premiando le società che:

  • impiegano giovani Under 23;
  • concedono più minuti ai giovani;
  • utilizzano calciatori cresciuti nei vivai italiani;
  • investono nei settori giovanili;
  • mantengono una gestione economica sostenibile.

L’idea è spostare gli incentivi economici del sistema verso la formazione e l’utilizzo di talenti nazionali anziché verso il semplice risultato sportivo immediato.

Nella relazione viene inoltre richiamato un Fondo di Garanzia per il Calciomercato. Il fondo sarebbe finanziato con un contributo pari allo 0,3% del valore dei trasferimenti effettuati nella stagione precedente e servirebbe a garantire i pagamenti tra club in caso di insolvenza o mancato rispetto degli impegni contrattuali.

Nel complesso, queste misure puntano a ridurre i costi delle intermediazioni, migliorare la liquidità dei club, favorire la crescita dei giovani calciatori italiani e rendere più sicuri i rapporti economici tra le società.