Ad Atlanta, nella prima partita del gruppo H dei Mondiali di calcio 2026, la nazionale di Capo Verde ha imposto il pareggio per 0a0 alla Spagna, campione d’Europa. Decisive le parate del portiere Vozinha, 40 anni, e valore di mercato di 50 mila euro secondo i portali specializzati, ma capace di effettuare sette parate, tenendo la porta inviolata contro Lamine Yamal, Ferran Torres, Rodi e Dani Olmo. Capo Verde, nazione da 527 mila abitanti, dopo Curacao e Islanda è il terzo Paese più piccolo a qualificarsi a una Coppa del Mondo. Il tecnico è Pedro Brito “Bubista”, l’allenatore meno pagato del torneo con 10 mila dollari al mese. In rosa figurano Logan Costa (difensore Villareal) e Cabral (attaccante ex Salernitana). La presenza al Mondiale è merito anche degli investimenti effettuati nella nazione africana grazie al FIFA Grassroots Programme, il programma ufficiale della federazione calcistica mondiale dedicato allo sviluppo del calcio di base. L’iniziativa si rivolge a bambini e bambine dai 6 ai 12 anni tramite attività scolastiche, comunitarie e di soscietà, promuovendo valori sociali, inclusione e divertimento. La FIFA tende a distribuire fondi per lo sviluppo in modo uguale tra le federazioni affiliate. Il modello di distribuzione paritaria, messo in piedi negli anni novanta ed è stato rafforzato dal presidente della FIFA, Gianni Infantino. Nel girone di qualificazione Capo Verde si è messa alle spalle Camerun, Libia, Angola e Mauritius.
