FIFA, Infantino ironizza sull’Italia fuori dal Mondiale, poi corregge il tiro sui social

Le parole di Gianni Infantino sull’Italia hanno acceso il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori. Durante un’intervista concessa alla televisione brasiliana CazéTV, il presidente della FIFA ha ironizzato sulle difficoltà della Nazionale azzurra nel qualificarsi ai Mondiali dopo le ultime tre delusioni.

Parlando dell’eventuale futuro ampliamento della Coppa del Mondo, già passata da 32 a 48 squadre per l’edizione del 2026, Infantino ha dichiarato: «Prima dobbiamo vedere come andrà questa Coppa del Mondo con 48 nazionali. È già un evento molto grande. Abbiamo discusso di un Mondiale con 64 nazionali, con un coinvolgimento ancora maggiore in tutto il mondo. Forse l’Italia si qualifica con 64 squadre. Chissà, magari se ne mettiamo 228…».

Una frase che ha suscitato reazioni e malumori in Italia. La rappresentativa nazionale è reduce da tre risultati estremamente negativi: dall’eliminazione contro la Svezia che costò il Mondiale in Russia del 2018, a quella contro la Macedonia del Nord che impedì la partecipazione a Qatar 2022, fino alla recente mancata qualificazione per l’edizione 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti.

Infantino è poi intervenuto sui social con un messaggio dai toni più concilianti. In un post pubblicato su Instagram, il presidente della FIFA ha ricordato l’incontro con Gianni Rivera durante la partita inaugurale del Mondiale 2026 a Città del Messico, rendendo omaggio alla storica semifinale Italia-Germania Ovest del 1970, passata alla storia come la “Partita del Secolo”.

«Quello del 1970 fu un torneo straordinario, proprio come lo sarà questo nel 2026, anche se senza i quattro volte campioni del mondo dell’Italia», ha scritto Infantino. «Ma gli Azzurri torneranno presto e non vedo l’ora di vederli nuovamente protagonisti nelle qualificazioni del centenario del 2030».

Parole che suonano come una parziale retromarcia dopo la battuta dei giorni precedenti. Un tentativo di stemperare le polemiche e di ribadire il rispetto della FIFA nei confronti di una delle nazionali più titolate della storia del calcio mondiale.