Serie D, la Scafatese vince lo Scudetto. Abete: “La ricchezza del torneo è unire grandi e piccoli comuni”

La Scafatese conquista lo Scudetto del campionato di Serie D, battendo in finale il Vado con il rotondo successo di 6-0. L’ultimo atto del torneo allo stadio “Gaetano Bonolis” di Teramo si è trasformato in un trionfo assoluto per i canarini, già capaci di conquistare la promozione in C (dopo 16 anni di assenza) con ben sei giornate di anticipo nella regular season.

A consegnare il trofeo nelle mani del capitano dei campani Esposito il Presidente LND Giancarlo Abete insieme al Coordinatore del Dipartimento Interregionale Luigi Barbiero.

Il numero uno della Lega ha commentato così il finale di stagione della massima serie dilettantistica: «Grande è stata la Scafatese, ma il merito va anche al Vado e a tutte le altre sette società che sono state promosse in C. La ricchezza della Serie D è proprio quella di unire grandi e piccoli comuni, capoluoghi di provincia e cittadine che hanno, ovviamente, strutture diverse.

Con la contrazione fisiologica del mondo professionistico, è naturale che la centralità del campionato aumenti ancora, accogliendo piazze sempre più significative. Deve però mantenere i suoi equilibri, che sono dati proprio dalla coesistenza di contesti importanti e realtà più piccole, capaci comunque di gestirsi in maniera equilibrata sul versante dei costi e con risultati sportivi significativi. Alla stagione della D do un 8, perché abbiamo completato i campionati a pieno organico, il che non è facile. Abbiamo visto che ci sono state difficoltà nei campionati professionistici, eppure noi abbiamo retto l’urto; quando si hanno 162 società ai nastri di partenza, qualche incidente di percorso può capitare. Inoltre, c’è stata competitività fino all’ultimo. Ora stiamo lavorando per migliorare il sistema dei controlli sulle liberatorie, affinché, piano piano, questa dimensione dei contratti di lavoro diventi una realtà sempre più strutturata».

Soddisfazione anche nelle parole di Barbiero per l’ultimo atto di una stagione entusiasmante: «In quasi tutti i gironi i verdetti sono arrivati soltanto alla fine, segno evidente della grande competitività del campionato che ha registrato un incremento di pubblico del 5% rispetto alla scorsa stagione. Un risultato che ci rende ancora più orgogliosi se pensiamo che, quest’anno, a trainare il movimento sono stati i piccoli centri, data la minor presenza di grandi piazze. Per quanto riguarda i giovani, c’è una grande sintonia con le società: il loro utilizzo incide positivamente non solo nella valorizzazione dei vivai, ma anche sui budget dei club. D’altra parte, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: tantissimi ragazzi, molti dei quali selezionati attraverso la nostra rappresentativa, sono oggi al centro del mercato. Oltretutto, nelle ultime tre stagioni la percentuale dei giovani impiegati è stata di quasi il 95% di italiani e il 5% di stranieri; un dato che conferma il nostro contributo al calcio nazionale».

Foto: LND