Il report “Il business del calcio: tra city branding e sviluppo urbano”, a cura del Prof. Valerio Mancini e del Prof. Riccardo Nasuti per la Rome Business School propone una lettura del calcio come infrastruttura territoriale, introducendo il concetto di potere territoriale dei club, definito come la capacità di influenzare stabilmente le dinamiche economiche e reputazionali delle città attraverso investimenti infrastrutturali, visibilità internazionale e attivazione locale. Al fine di analizzare tali fenomeni in termini comparativi, è stato sviluppato un Territorial Power Index (TPI), costruito su tre dimensioni principali
potere infrastrutturale, legato agli investimenti in asset permanenti;
potere reputazionale, connesso alla visibilità internazionale e all’incidenza economica delle attività matchday;
potere di attivazione territoriale, relativo all’intensità d’uso delle infrastrutture sportive.
L’applicazione dell’indice a un campione di club italiani evidenzia modelli differenziati di interazione tra club e territorio:
modelli di attivazione territoriale (Como, Venezia), legati all’integrazione tra evento sportivo e destinazione turistica.
modelli infrastrutturali (Torino, Firenze), fondati su investimenti in stadi e campus multifunzionali;
modelli reputazionali (Milano, Napoli), basati sulla visibilità internazionale;
Il legame tra club calcistici e identità urbana rappresenta una componente sempre più rilevante nelle strategie contemporanee di city branding. Le performance sportive e la partecipazione a competizioni internazionali contribuiscono ad accrescere la visibilità mediatica delle città, favorendo l’attrazione di investimenti, turisti e talenti qualificati.
Le forme del potere territoriale dei club
Nel calcio contemporaneo, i club professionistici stanno progressivamente evolvendo da organizzazioni sportive a veri e propri attori territoriali, capaci di influenzare dinamiche economiche, sociali e reputazionali delle città in cui operano. Tale influenza si manifesta attraverso una pluralità di leve, che includono investimenti infrastrutturali, visibilità mediatica internazionale e capacità di attivare flussi di consumo esperienziale legati all’evento sportivo. In questo contesto, il potere territoriale dei club può essere interpretato come la capacità di incidere stabilmente sull’attrattività urbana e sull’utilizzo dello spazio cittadino, generando effetti che vanno oltre la dimensione strettamente sportiva. A partire da tale presupposto, la presente ricerca propone una lettura articolata del fenomeno attraverso tre principali forme di potere territoriale:
-potere infrastrutturale, legato alla realizzazione o riqualificazione di asset fisici permanenti;
potere reputazionale, derivante dalla partecipazione a competizioni/eventi internazionali e dalla conseguente
esposizione mediatica globale;
potere di attivazione territoriale, connesso alla capacità del club di mobilitare flussi di pubblico e consumo
all’interno del tessuto urbano.
Al fine di operazionalizzare tali dimensioni in termini comparativi, è stato costruito un Territorial Power Index (TPI),
che misura la capacità dei club di influenzare il territorio urbano attraverso infrastrutture, intensità di utilizzo
dello stadio e incidenza economica delle attività matchday. Formalmente, per ciascun club, sono stati definiti tre
indicatori, che riflettono dimensioni complementari del potere territoriale:
l’Infrastructure Investment Ratio (IIR) misura la capacità del club di trasformare capitale economico in asset
territoriali permanenti, quali stadi, training center o campus multifunzionali;
la Matchday Incidence (MI) misura il peso economico dello stadio nel modello di business del club, indicando
quanto il territorio contribuisca direttamente alla generazione di ricavi;
lo Stadium Density Ratio (SDR) misura la capacità del club di attivare flussi di persone nel territorio urbano,
mettendo in relazione il volume di presenze allo stadio con la dimensione demografica della città.
Nel loro insieme, tali indicatori consentono di cogliere le tre dimensioni fondamentali del rapporto tra club e territorio: la capacità di investire nello spazio urbano (IIR), di monetizzarne l’utilizzo (MI) e di attivarne i flussi (SDR).
Applicazione del Territorial Power Index
Per ciascun club sono stati raccolti e sistematizzati dati relativi a ricavi annuali, composizione dei ricavi, investimenti
infrastrutturali, presenze complessive allo stadio e popolazione residente. I dati sono stati successivamente
normalizzati per garantire la comparabilità tra contesti urbani eterogenei e aggregati per il calcolo del TPI. L’indice
è stato utilizzato come strumento interpretativo per classificare i club in base alla loro capacità di esercitare potere
territoriale, evidenziando configurazioni differenti a seconda della combinazione delle tre dimensioni considerate.
In particolare, l’analisi evidenzia quattro principali traiettorie:
modelli infrastrutturali, nei quali il TPI è trainato dalla componente IIR (Infrastructure Investment Ratio),
come nei casi di Torino e Firenze;
modelli di attivazione territoriale, caratterizzati da elevati valori di SDR (Stadium Density Ratio), come
Bergamo, Venezia e Como;
modelli reputazionali, nei quali prevale la dimensione economica e di visibilità ossia la componente MI
(Matchday Incidence), come nei casi di Milano e Roma;
modelli ibridi o identitari, in cui il potere territoriale emerge dalla combinazione tra attivazione locale e
capitale simbolico, come nel caso di Napoli.

