Internazionali di Roma, edizione 2026 da record. Il presidente Binaghi: “In Italia il tennis è il miglior investimento possibile”

“Il tennis italiano oggi rappresenta un’opportunità per i giocatori, per tutti gli appassionati che stanno vivendo insieme a noi un momento di passione travolgente, e sicuramente anche anche per il nostro Governo” ha detto il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, nella conferenza stampa conclusiva degli Internazionali BNL d’Italia 2026. Ecco il testo completo del suo intervento.

 

“Grazie a voi, ai vostri editori per lo spazio che hanno concesso al tennis, sempre crescente durante questi quindici giorni. Grazie a Sport e Salute, ai direttori, sia nostri che loro, che sono le persone operative che sovraintendono i settori, grazie a entrambi gli staff. Siamo contenti del risultato organizzativo raggiunto. Grazie ai giocatori e alle giocatrici che hanno offerto come di consueto uno spettacolo straordinario e soprattutto agli spettatori che continuano ad affluire numerosissimi, dando dimostrazione della passione per il tennis in Italia., Credo che abbiano apprezzato le novità di quest’anno, in particolar modo gli spazi coperti che hanno consentito loro di non dover tornare a casa nei vari giorni di pioggia che abbiamo avuto, le zone relax che abbiamo creato, in generale i maggiori servizi che abbiamo dato loro. Grazie infine al Comune e alla Regione che ci hanno permesso di realizzare servizi sempre migliori e avere un site sempre più bello e sempre più complesso.

Da un punto di vista tecnico, come Federazione Italiana Tennis e Padel, credo che abbiamo dimostrato, in linea con quello che sta succedendo tutto l’anno in giro per il mondo, quanto valga il tennis italiano. Abbiamo certamente dei giocatori da recuperare da un punto di vista fisico: Musetti, Nardi ma anche i giovani Passaro, Gigante e Zeppieri. Ne abbiamo altri da recuperare da un punto di vista di piena performance agonistica e mi riferisco alla Paolini, a Berrettini, Sonego, alla Bronzetti. Abbiamo però avuto delle belle prestazioni anche nel settore femminile: la Cocciaretto, la Grant, la Basiletti che ha rappresentato nel miglior modo possibile i 55.738 partecipanti di questo torneo che hanno cominciato come lei a giocare le pre-qualificazioni. Lei poi le ha vinte, ha giocato le qualificazioni, ha battuto due Top 100, si è qualificata e ha superato un turno nel main draw dando compimento a quello che è il sogno che vogliamo realizzare con le pre-qualificazioni. Abbiamo infine avuto delle ottime performance, prima di tutto con Darderi, poi con Pellegrino ma direi anche che Arnaldi e Bellucci hanno fatto degli ottimi risultati. Oggi in finale abbiamo Bolelli e Vavassori, il nostro primo doppio, il doppio di Coppa Davis, e un ragazzo che si chiama Jannik Sinner.

Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, e l’amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris, alla conferenza stampa di chiusura degli Internazionali BNL d’Italia 2026 (Foto FITP)
Veniamo ai dati. Abbiamo superato la soglia delle 400.000 presenze, sono 418.815 e non tengono conto di quelli che entreranno oggi nel ground. I badge, quelli per chi non paga perché lavora, sono 161.000 circa. Dunque il totale delle presenze, come sapevamo, supera ampiamente il mezzo milione e raggiunge quota 578.809. Un dato direi ottimo, che risente anche dei giorni di pioggia senza i quali probabilmente, anzi sicuramente, avremmo fatto meglio. Abbiamo battuto per 2-3 volte il record storico giornaliero, superando le 43.000 presenze sul site.

Alcuni balzi importanti sono stati fatti su cambiamenti strutturali del torneo (prima il combined, poi l’upgrade e successivamente l’ampliamento del site allo Stadio dei Marmi), credo che il prossimo decisivo passo possa venire quando verrà coperto il Centrale, speriamo nel 2028, e questo ci darà circa 2.000 posti in più per sessione che avremo molto facilmente occupato quest’anno in quasi tutte, se non tutte, le 21 sessioni che ci sono. Significa avere circa 35.000 posti in più facilmente riempibili perché oggi il Centrale è andato in sold out in alcune sessioni, come per la finale, addirittura qualche mese prima del torneo.

C’è una novità importante che riguarda la provenienza degli spettatori. L’ho sottolineata anche al sindaco che era molto contento di questo. Cresce infatti di 4 punti percentuali la quota degli spettatori internazionali. Non c’è solo un prevedibile aumento della domanda interna, quindi, ma c’è da studiare anche questa crescita che può avere anche un valore indotto dalla bellezza della città di Roma e da un flusso turistico che può essere la coda lunga del Giubileo, ma può avere anche ragioni interne dovute al fatto che gli appassionati di tennis che girano il mondo sono attratti dal miracolo italiano, come riscontriamo anche alle Nitto ATP Finals di Torino.

Come di consueto il Boston Consulting Group ha analizzato l’impatto economico che, come prevedevamo, ha raggiunto il miliardo di euro e, vorrei sottolinearlo tre volte, senza un euro di contributo pubblico. Siamo contenti che questa manifestazione giustamente dia al nostro partner pubblico un indotto crescente rispetto agli anni precedenti. Le entrate fiscali generate senza alcun intervento da parte dello Stato sono state di circa 165 milioni di euro.

Open Economics, invece, ha come al solito analizzato l’impatto sociale, che è di 470 milioni di euro. Lo SROI, il ritorno sociale sull’investimento, è 7,2 euro per ogni euro investito. Questo dato conferma il tennis all’aperto come la disciplina che ha un ritorno sociale maggiore, anche rispetto allo stesso tennis giocato indoor. I rating sono buoni e i nuovi praticanti, che sarebbero stati indotti dal successo di questa manifestazione, sono quasi 7 mila di cui 3.982 stabili: questo per noi è uno dei dati più importanti.

Ne approfitto poi per fare un approfondimento rispetto alla tematica che Sport e Salute ha giustamente evidenziato nel corso della manifestazione riguardo ai benefici sul Servizio Sanitario Nazionale. Lo faccio attraverso un’analisi di Open Economics che prende in considerazione il numero di praticanti per i principali sport in Italia derivanti dall’indagine Nielsen del gennaio di quest’anno. Naturalmente il calcio è ancora il primo posto. Open Economics moltiplica il numero di praticanti per il risparmio unitario netto, che deriva da un’analisi che parte dai tre studi che sono stati fatti negli ultimi quattro anni a Sydney, a Copenhagen e negli Stati Uniti: queste ricerche testimoniano come la pratica sportiva del tennis renda molto più sani rispetto alla pratica sportiva in tutti gli altri sport e arriva addirittura mediamente a allungare la vita di 9 anni e mezzo a chi lo pratica con continuità. Il risultato è che il tennis e il padel in Italia sono gli sport con il beneficio annuo sul settore sanitario nazionale più alto. È evidente che in generale tutto lo sport fa bene al Servizio Sanitario Nazionale, ma gli sport sono molto differenti fra di loro.

Se rapportiamo questo dato con i contributi che noi riceviamo dallo Stato, possiamo dire che l’investimento dello Stato nella Federazione Italiana Tennis e Padel, al di là dei risultati sportivi, è quello più profittevole anche da un punto di vista dei risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale, a conferma di quello che ho sostenuto anche di fronte al Presidente della Repubblica. Credo che il tennis italiano oggi rappresenti non solo un’opportunità per i giocatori, per tutti gli appassionati che stanno vivendo insieme a noi un momento di passione travolgente, e sicuramente anche anche per il nostro Governo.

Lo è per quanto riguarda l’alto livello, perché ho dimostrato che l’impatto economico che generano le nostre manifestazioni a parità o in assenza di contributo pubblico non è paragonabile minimamente a quello generato dalle altre manifestazioni perché generano un extra-gettito fiscale e un impatto reputazionale per la nostra capacità di organizzare le manifestazioni insieme a Sport e Salute, esaltato dai risultati straordinari dei nostri giocatori e delle nostre giocatrici. Ma rappresentiamo un’opportunità per il governo anche per lo sviluppo dell’attività di base. Questa crescita tumultuosa che il tennis ha avuto in questi ultimi vent’anni ha avuto un impatto straordinario per quanto riguarda il risparmio sul Sistema Sanitario Nazionale.

Veniamo al rapporto tra i contributi che ci arrivano dallo Stato e il valore della nostra produzione. Noi riceviamo dallo Stato solamente il 6,4% del valore della nostra produzione: siamo i più bravi di tutti.

Da ultimo, questi sono i dati del nostro vero torneo quello che giochiamo noi ogni giorno dell’anno e per il quale ci impegniamo quotidianamente con la nostra opera di dirigenti. Come sapete, abbiamo firmato per la prima volta nella vita della Federazione un importante protocollo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito che ci permetterà non solo di essere ancora più penetranti con l’opera che facciamo nella scuola, ma ci permetterà per la prima volta di formare in tutte le scuole d’Italia i docenti.

Non sarà solo un’invasione festosa all’interno delle scuole da parte nostra, ma per la prima volta avremo degli avamposti importantissimi che dovremo far crescere, istruire e soprattutto motivare perché noi oggi con le risorse e con le entità che lo Stato ci dà e che producono quel risparmio nel settore sanitario investiamo praticamente tutto nella scuola e andiamo a coprire circa il 15% di tutti i bambini e degli studenti della scuola italiana. È nostro auspicio cercare di crescere nel tempo e cercare di arrivare il più in alto possibile”.