Atletica, Mondiali indoor: oro per Dosso nei 60 metri

Una delle serate più storiche di sempre per l’atletica azzurra con altre due medaglie d’oro ai Mondiali indoor di Torun, in Polonia: i trionfi nei 3000 di Nadia Battocletti e nei 60 di Zaynab Dosso. L’Italia sale a quota tre ori, con quello di Andy Diaz venerdì nel triplo: è la prima volta in un campionato del mondo in 41 edizioni (20 all’aperto e 21 in sala), al massimo finora erano stati due. Prima volta alla rassegna iridata indoor anche di due titoli nella stessa giornata, chiusa con lo strepitoso successo di Zaynab Dosso che domina la finale dei 60 metri in 7.00 e diventa la prima azzurra a vincere un oro mondiale nello sprint.

È italiana la donna più veloce del pianeta. Sembrava un’utopia, ma è tutto vero per un’atletica italiana che continua a riscrivere la storia, abbattere muri, raggiungere traguardi impensabili. Si presentava al via da leader mondiale dell’anno Zaynab Dosso, con 6.99 insieme a una big come Julien Alfred, ma non si fa schiacciare dal peso del pronostico che anzi diventa una spinta per portare a casa quest’oro cercato e voluto, sfiorato l’anno scorso e arrivato stavolta al culmine di una fantastica giornata. In finale esce bene dai blocchi, si distende al meglio, è già in testa a metà gara e poi respinge il rientro della campionessa olimpica Alfred che perde anche l’argento, acciuffato al fotofinish da Jacious Sears (Usa). Tre centesimi di vantaggio per una vittoria chiara, netta, mai in discussione ma il livello è alto: otto atlete in un decimo con le giamaicane Brianna Lyston (7.05) e Jonielle Smith (7.06) ai piedi del podio, sesta l’idolo di casa Ewa Swoboda (7.07) davanti a un’altra icona dello sprint mondiale, la britannica Dina Asher-Smith (7.07), e alla lussemburghese Patrizia van der Weken (7.10). Il sogno diventa realtà e allora ‘Za’ si mette una mano sul volto, viene abbracciata dalle avversarie, si commuove, va a raccogliere la bandiera tricolore, salta di gioia. In cima al mondo.

“Quest’anno ho fatto un salto in più a livello mentale – commenta Zaynab Dosso – e qui sapevo di essere pronta per questo palcoscenico. Dopo il bronzo e l’argento, era il mio momento. Ho saputo aspettare, non c’è nulla di casuale, dico a tutti che si può pensare in grande ma senza illudersi che le cose arrivino subito. La dedica è per me stessa e per il mio coach Giorgio Frinolli che mi ha portato a non avere paura delle avversarie, mi ha detto ‘vai e goditela’ e così ho fatto. Mi sentivo esplosiva, in controllo, mi ha aiutato il tanto lavoro di quest’inverno e ho tenuto testa alla campionessa olimpica: batterla mi dà fiducia, vuol dire essere sulla giusta strada ma non sedersi sugli allori. Dalla prossima settimana riprenderò ad allenarmi con l’obiettivo sulla stagione all’aperto, per vedere cosa posso fare agli Europei di Birmingham. Mi sono emozionata durante l’inno per Nadia, subito dopo la mia gara, e ho realizzato che domani potrò cantarlo anche io”.