Atletica, doping: il Tribunale di Bolzano archivia il caso Schwazer per “non aver commesso il fatto”

Il tribunale di Bolzano ha archiviato il caso Alex Schwazer per “non aver commesso il fatto”. Secondo il giudice nel 2016 il marciatore non fece uso di doping. Si è così chiuso il processo di primo grado per doping nei confronti del marciatore altoatesino campione olimpico della 50 km a Pechino nel 2008. Il gip Walter Pelino, accogliendo la richiesta che era stata formulata nello scorso dicembre dal pm, ha ritenuto “accertato con alto grado di credibilità” che i campioni di urina nel 2016 siano stati alterati in modo tale da far risultare positivo il marciatore. Il “caso” si riferisce alla seconda presunta positività di Alex Schwazer, nella stagione dei Giochi olimpici di Rio dai quali l’atleta fu escluso per presunto doping, quattro anni dopo aver ammesso l’uso di sostanze dopanti alla vigilia delle Olimpiadi di Londra 2012. “Falso ideologico, frode processuale e diffamazione”, i reati che il gip Pelino ipotizza nei confronti di chi avrebbe manipolato le provette di Schwazer, squalificato fino al 2024 dal Tas di Losanna.

Le parole del presidente della FIDAL Stefano Mei: “Siamo nel pieno del primo Consiglio federale, e devo dire che non ho avuto modo di leggere attentamente le motivazioni del provvedimento. Quello che posso dire adesso, è che le sentenze non si commentano mai. Dobbiamo tutti rispettare l’operato della magistratura, come cittadini e a maggior ragione come rappresentanti delle istituzioni, anche di quelle sportive. Aggiungo però che se le anticipazioni di stampa riferitemi fossero rispondenti, si aprirebbero scenari inaspettati”.

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