KPMG, European Elite 2020: i club europei con il valore d’impresa più alto

La società di consulenza KPMG ha pubblicato il report The European Elite 2020, che analizza i club europei in base al valore d’impresa. In testa al ranking si conferma il Real Madrid, con un Enterprise Value compreso tra i 3,36 e i 3,596 miliardi di euro. Conserva la seconda posizione il Manchester United, con un EV tra i 3,09 e i 3,476 miliardi di euro. Sul terzo gradino del podio si piazza il Barcellona, che con un valore superiore ai 3 miliardi scavalca il Bayern Monaco.

Nella Top 32 d’Europa troviamo sei società italiane: Juventus, Inter, Roma, Napoli, Milan e Lazio. La Juventus scivola fuori dalla Top 10, nonostante un incremento del valore medio su base annuale del 12 per cento. Brutta performance del Milan, che nel giro di una stagione perde il 5 per cento del valore. Boom per l’Inter che fa registrare una crescita del 42 per cento rispetto ai valori calcolati lo scorso anno. Bene anche Roma (+17%), Lazio (+16%) e Napoli (+4%).

In campo continentale escono fuori dalla Top 32 i francesi del Monaco e gli scozzesi del Celtic, che cedono il posto ai portoghesi del Porto e agli spagnoli del Valencia. La nazione più rappresentata è l’Inghilterra, con 9 club di Premier League presenti nella classifica dei più ricchi d’Europa. A seguire troviamo la Spagna, rappresentata da 7 società. Dietro all’Italia, per numero di rappresentanti troviamo: Germania (3), Francia (2), Portogallo (2), Turchia (2) e Olanda (1).

Per il futuro a destare preoccupazione tra gli analisti di calcio e finanza è la pandemia di Coronavirus COVID-19. L’emergenza sanitaria può impattare negativamente sulla salute degli addetti ai lavori, nonché sulle entrate dei club e sulla svalutazione dei calciatori (con un ridimensionamento delle cifre del calciomercato).

Lo studio The European Elite 2020 ha valutato le società mediante cinque indicatori: profitti (considerando il rapporto costi/ricavi), popolarità (considerando il seguito che le squadre hanno sui social media), potenziale sportivo (ovvero la capacità di generare profitti dai risultati maturati sul campo), diritti televisivi e assets di proprietà (stadio e strutture). L’analisi ha preso in considerazione i risultati finanziari delle stagioni 2017/2018 e 2018/2019.

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